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Tale diffidenza - testimoniata fin da una Epistola in cui san Paolo ammonisce Timoteo a smettere di bere acqua e a ricorrere invece al vino, “perché ti curerà lo stomaco e i mali di cui soffri”- è ripresa dalla saggezza popolare che, mentre esalta il vino come sangue dell'uomo e antidoto alle più svariate malattie, attribuisce all'acqua il potere di accorciare la vita e di provocare tristezza e malinconia:

Il vino elimina i cattivi umori negli adulti e i vermi nei bambini, mentre proverbi e detti suggeriscono che dal buon vino ne segue il buon sangue, il vino è il latte dei vecchi, il vino è il sangue dell'uomo, il vino allunga la vita, l'acqua accorcia gli anni, l'acqua fa male, il vino fa cantare.